Papa Francesco un’opera d’arte per l’anima

Rinnovamento è la parola guida di questo inizio di millennio. Una parola che stenta a crescere nei fatti ma nella quale tutti noi confidiamo per fermare la sempre più rapida discesa verso un baratro oscuro, abitato da ingiustizie, diseguaglianze e inettitudini provocate perlopiù da classi dirigenti incapaci, ignoranti e disoneste.
Ma nell’aria depressa di un freddo di inizio gennaio qualche segnale di nuovo si respira  e nuovi brand si affacciano per coltivare le nostre speranze di cambiamento. Uno dei protagonisti di questi “sentimenti” è certamente lui, l’uomo in bianco: Papa Francesco.

Un uomo che sta gettando alle ortiche gli orpelli paludati dell’infallibilità assoluta e le rigidità monarchiche che già erano state, almeno in parte, dimesse da Papa Luciani che le ha pagate a caro prezzo. Un Papa che finalmente tenta di rappresentare il Dio fatto uomo, da uomo, il più possibile normale. Sposa l’umiltà degli ultimi, in coerenza con il Vangelo. Guida una normalissima utilitaria, esce nottetempo dai palazzi vaticani e sotto mentite spoglie esercita la misericordia e la carità per aiutare i più bisognosi.

Un Papa papà e come diceva Luciani, anche mamma; ma anche duro, diretto e senza peli sulla lingua. Una sorta di Batman che senza superpoteri si arrampica nelle nostre anime e semina buone speranze e sani principi.

Un brand davvero innovativo di cui c’era proprio bisogno. Anche perchè per mettere la barca del mondo sulla rotta giusta ci vorrebbe proprio un miracolo e questo miracolo, con i punti di riferimento giusti, lo possiamo fare solo noi. Auguri.